Buon Compleanno Giacomissimo Mio

29 Lug

foto 226E’ da una settimana che scrivo di Giacomino. Pur senza essere alla ”fiera dei ricordi”, ho pensato che i 15 anni di Giaco dovessero essere sottolineati per benino. Una settimana di ricordi ed emozioni che, in una sorta di ”bignami” di vita, hanno voluto raccontare CHI sia il mio topastro fatto cane che però non è uno Yorkshire (vedi post precedenti). Rileggendo, mi rendo conto di non aver detto nulla sebbene, scrivendo, avessi la sensazione di narrare molto. D’altra parte penso sia proprio così: un soffio di vita lungo 15 anni che, ancor oggi, ha tutta la potenza del vento di maestrale (e scusate la metafora atmosferica, ma, vivendo in Sardegna, non si può prescindere dal paragone col vento maestro per antonomasia). Perchè è così: la convivenza con Giacomino ha tutta la scontatezza dell’improvvisazione (questo sì che è un ossimoro!!!). La banalità di uno scodinzolìo diventa un regalo ricco di gioia, il sedersi vicini si trasforma in un atto di intimità, il guardarsi fisso (è lui, più che altro, a fissarmi) ha significati che vanno ben oltre un semplice ”mi riempi la ciotola che, oltre ad avere fame, sono pure goloso?”. Insomma, potrei andare avanti a lungo. Di fatto, la chiudo così: con Giacomino ho instaurato un rapporto di dialogo, comprensione, scontro e affinità (non elettive, però…. neppure io sono uno Yorkshire!!!) che superano le differenze che si possono contare sul numero di zampe. Camminiamo insieme e procediamo a testa alta.

Sarà capitato anche a voi….

28 Lug

foto 102Sarà capitato a chiunque il fatto di avere dei momenti di vita in cui la parola d’ordine è stata variabilità costante (e non è un ossimoro….). Periodi in cui un tourbillon di emozioni, demotivazioni e stati d’animo negativi si danno il cambio nel gioco delle parti del quotidiano. Un balletto che ”la morte del cigno” parrebbe una favola a lieto fine, ecco. Quei momenti in cui il ”non ce la posso fare” prevarica il ”cosa posso fare (per uscirne)”. Proprio in quei momenti lì, io incrociavo lo sguardo di Giaco e ci leggevo: ”ma sei scema? Rimboccati le maniche e datti una mossa….io sono qui, non mollo…vorrai mica farlo tu… e perchè poi?”. Insomma, io ci leggevo quel che avevo bisogno di leggerci per non crollare e Giacomino è stato la mia spalla. Sempre. Mai uno scodinzolio negato, mai un dispetto gratuito, mai un ”passo oltre perchè questa (cioè io) mi fa venire il latte alle ginocchia”. E continua ad essere così. Mi guarda, sgrana gli occhi come se volesse esprimermi tutto il suo affetto ma con il bene di chi ti rimprovera nel caso io mi pianga addosso. Nessuno sconto: è amore a prezzo pieno.

Tutta salute

27 Lug

foto 201Del fatto che Giacomino mi sia stato regalato come fosse uno Yorkshire anche se ero ben conscia non lo fosse (ma come avrei potuto resistere a quello sguardo insistente ed impertinente che Giacomino ha stampato sul muso dalla nascita?), ho già parlato. Che, sin dal suo primo anno di età, abbia scoperto che Giaco sia malato di Leshmaniosi non ho ancora detto nulla. Da sempre, il mio fiero maschietto ingurgita 2 pastiglie al giorno e nei momenti di crisi si lascia punturare come nulla fosse. La convivenza con la malattia non è mai stata un problema devastante, visto che ne sono venuta a conoscenza da subito, che il mio veterinario ha saputo gestirne tutti gli annessi e connessi (compresi i miei scleri e le mie paure….e, già che ci sono, una menzione speciale la merita proprio Fabrizio Ibba), e che Giacomino è un paziente molto paziente. Come non bastasse, poi, negli anni, sono arrivate altre magagne (alcune molto serie ed altre meno) affrontate sempre a testa alta e con la volontà di chi vuole continuare a lottare. Perchè Giacomino è così: senza tanti fronzoli né manfrine, incorruttibile, fiero e con tanta voglia di vivere. Benchè possa apparire la pigritudine – e scusate la ”licenza dialettica” – fatta quadrupede, Giaco ha una determinazione ferrea. Insomma, nonostante tutto, l’averlo vicino è tutta salute per me (e per Allegra), tanta salute per lui (a cui la malattia gli fa un baffo) ed una gran lezione di vita per tutti.

Il cane del mio cane…

25 Lug

gus 1Per la serie: settimana del quindicesimo compleanno di Giacomino. All’arrivo di Giacomino (correva l’anno 2002), in casa spadroneggiava Gus, un giocoso border collie che, ad un certo punto della sua esistenza, è stato affiancato dallo Yorkshire che non è uno Yorkshire. Per quanto socievole, Gus era la possessività fatta quadrupede e, benchè abbia ammesso Giaco nel clan famigliare, non era concesso a nessuno, se non a lui, rivolgerglisi direttamente. Gus si era arrogato il diritto/dovere della gestione – educazione giacominiana tanto da far sì che, in men che non si dica, in famiglia avevamo UN cane (Gus) che a sua volta aveva un cane (Giacomino). Giaco cucciolo ben si è adattato a dormire tra le zampe di Gus, a fare salti e scorribande manco fosse un border (e rendendosi anche un po’ ridicolo perchè madre natura ben poco gli ha regalato dell’agilità di quella razza), a mettersi in coda ed aspettare il via libera per fare qualunque cosa (fosse anche avventarsi su una ciotola piena). E poi è arrivato il momento di crescere: Gus ha chiuso gli occhi per sempre e Giaco ha assunto il ruolo di numero uno. Se l’è cavata benone sino al secondo lutto della sua vita: mio marito ha deciso di diventare ex non solo per me ma anche per Giacomissimo. Ha fatto i bagagli e buonanotte ai suonatori…. Ed io e Giaco ci siamo arrangiati. Con l’animo zoppicante e le lacrime in tasca, all’inizio, e poi sempre più forti e, soprattutto più consci del fatto che le nostre 6 zampe (4 sue e 2 mie) potevano essere più che sufficienti a livello affettivo. E così è stato…sino all’arrivo di Allegra. Ma questa è un’altra storia, e dunque un altro post.

Non è uno Yorkshire, ma….

24 Lug

foto 290Nella mia personalissima settimana Giacominiana (ovvero la settimana – non ricordo la data precisa ma so che era intorno al giorno del mio onomastico – del compleanno di Giacomino) ho deciso di ripercorrere in post degli stralci di questi 15 anni insieme. E parto dall’inizio: Giacomino non è uno Yorkshire. Non sono impazzita, ma le cose sono andate così: quando mi è stato messo tra le mani (era talmente piccolino che dire ”in braccio” è troppo), Giacomino è stato definito dal sig. Gianni (”papà” della mamma di Giaco) uno Yorkshire. Sì…un po’ imbastardito, ma pur sempre con quel dna. Io: ”Ma Gianni…l’hai visto bene? Non ha nulla che possa far pensare ad uno Yorkshire…. a me non importa la razza… va bene fosse pure una pantegana … per me questo è un cucciolo meraviglioso”. Gianni: ”ma cosa ne sai tu di cani? Ne ho avuti tanti, io…. fidati…e poi Lilla (mamma di Giacomino) è di quella razza lì…” Peccato il babbo fosse un segugio, ma questo, per Gianni, era un dettaglio ininfluente. Come dire: mater certa, pater numquam. E, sulla falsariga di questa perla di saggezza latina, per Gianni, Giacomino è uno Yorkshire. Invece no. Giacomino è Giacomino: unico, personalissimo, inimitabile, determinato, sensibile ed esclusivo. Ma non è uno Yorkshire.

Baubaubaustrabau

11 Lug

foto 198Mi domando: è mai possibile che Allegra inizi a strabauare (=abbaiare come una forsennata) ad un metro esatto di distanza dal cancello dietro cui risiede un quadrupede a lei antipatico? Che poi, le sia veramente antipatico non è dato sapersi visto che quel particolare cane non l’abbiamo mai incrociato ”vis à vis”… Sono molti gli incroci ”pericolosi”, ovvero i giardini che ospitano cagnolottti cui Allegra si rivolge con fare prepotente, ma Jack lo Schiantatore le è proprio simpatico come uno stuolo di zanzare urticanti. Il nome del cane in questione non è proprio quello che io gli ho affibiato, ma, visto che si tratta di un Jack Russell e che si schianta contro il cancellino di ingresso senza dar segno di alcun dolore all’urto ogniqualvolta si passi lì davanti, l’associazione mi è venuta spontanea. Ma torniamo a noi, o meglio, all’Allegro stabauare… Il processo funziona così: ad un metro esatto (e non che che io me ne vada in giro misurando le distanze ma c’è un preciso punto di riferimento che non viene mai disatteso) dal cancellino di Jack, Allegra inchioda, prende fiato, tira il guinzaglio come se partisse per il chilometro lanciato e inizia ad abbaiare furiosamente scatenando l’ira funesta dello Schiantatore che si scaglia incurante del dolore contro il cancellino di ferro battuto replicando all’abbaio della mia quadrupede con una foga furibonda. Vogliamo parlare del fatto che, nel caso io fossi distratta nel punto preciso in questione, la finirei gambe all’aria in mezzo alla strada con Giacomino che proseguirebbe imperturbabile come nulla fosse? Sì, perchè in tutto questo ”tira e urla”, Giacomino è imperturbabile come un Lord inglese di fronte al più raccappricciante degli spettacoli ed esige continuare la sua passeggiata (al suo passo indolente) come se nulla fosse. Ora, voi mi chiederete: perchè cavolo continui a passare da lì? Semplice: perchè è il percorso più breve quando ho poco tempo per uno degli sgambettìi quotidiani, perchè in estate non ho alternative a quel marciapiede fresco ed ombroso se non un tratto di strada infuocato anche in piena notte (ci batte SEMPRE, e dico sempre, il sole) e infine perchè a Giaco piace passare di lì (ed io tendo a viziarlo quando il vizio non è stravizio). Dunque, in attesa di temperature meno bollenti che mi consentano percorsi diversi, mi dovrò rassegnare allo strabau, al mio braccio dolente (anche se dal bicipite gonfio dalla presa stretta) e alla solita litania di Jack lo schiantatore che non cede alla bellezza moinosa della mia Allegra.

Bloggheggiandomene

10 Lug

foto 129Bloggheggiando, ovvero gerundio presente del verbo (inventato da me) ”bloggheggiare”. Che proprio non è un sinonimo di ”bloggare”, ma più una sorta di bloggare cazzeggiando. Ecco, spiegato il titolo: non che proprio proprio me ne freghi del blog, ma ultimamente non c’è stato nulla di rilevante che mi attraesse alla tastiera del pc per scrivere dei miei sgherri. Oggi: niente di nuovo sotto il sole (bollente) e quindi me ne bloggheggio, ma lo faccio scrivendo anziché facendo finta di nulla. E scrivo per non disincentivare alla lettura quei pochi che hanno l’ardire di aprire il blog e dare un’occhiata a quelle poche righe che riesco a mettere insieme nonostante il nulla che pervade i miei pensieri. Però una cosuccia da dire l’avrei: nonostante il caldo (d’altra parte, è piena estate mica ci si può lamentare…), Giacomino ed Allegra reggono il colpo (di calore) molto più energicamente della sottoscritta. Mi spiego: loro (i miei due tiranni) sono sempre pronti a fare qualunque cosa – uscire, giocare, saltellare, mangiare…insomma interagire col mondo – mentre io arranco cercando di attingere ad una forza che non ho per spostare anche solo le lenzuola dal letto ed alzarmi la mattina. Va bene che ho ‘na certa, ma Giaco mi batte in quanto a vecchiezza…. eppure lui piroetta nell’aere come Nurejev paragnato alla sottoscritta che si trascina sotto il solleone come un bradipo mai risvegliato dal proprio torpore. Per non parlare di Allegra: lei è sempre nel pieno della propria vitalità nonostante i 50 gradi all’ombra e le foglie dei rami immobili manco fossero cristallizzate dal sole (impossibile, appunto). E’ tutto qui…. che poi non è nulla…ma, al solito: va bene così.