Cambiamenti

27 Apr

foto 24Pare ieri, l’arrivo di Allegra. Ancora senza nome, senza casa, senza riferimenti e senza sapere di essere capitata tra le grinfie di un’incompetente (io) che si sentiva pure incapace di gestire una cagnolina che aggrediva per esprimere il proprio bisogno di affetto. Tutta la tiritera sull’ambientamento prima e l’affiatamento famigliare dopo è stata argomento di tanti miei post. Ma quel che oggi mi salta agli occhi è il profondo cambiamento di rapporto e di interazione che si è creato spontaneamente tra Alle e la sottoscritta. Anni a non toccarla (per carità!!!!!) per non far scatenare le ire di Giaco, le contro-ier di Alle e le corse dal veterinario per mettere ”una toppa” ai morsi furibondi tra l’uno e l’altra e tra l’altra e me stessa (sì…già che c’era il veterinario dava un’occhiata pure a me… morso più morso meno….). 4 anni per arrivare ad oggi: Allegra che rallenta quando Giacomino è affaticato, che si siede al tavolino del bar buona buona e riesce a ”fare salotto” senza far sì che le si rovesci tutto il bar addosso, che viene a cercarmi in giro per casa per avere una semplice carezza, che mi si spiaccica vicino ovunque io sia ed inizia a respirare al ritmo del mio respiro. E’ diventata la MIA cagnolina: tanto diversa da me (dicono che gli animali assomiglino ai padroni) eppure così in sintonia da lasciarmi stupefatta. Sono stati cambiamenti lenti, avvenuti con non poco sforzo da parte di tutti (Giacomino soprattutto) che oggi non riesco a dare per scontati ma che mi riempiono di orgoglio.

Cara Allegra, ti (e mi) spiego….

8 Apr

foto 235Cara Allegra, sappiamo entrambe che Giacomino è la pigritudine fatta canina. Sappiamo anche che divano e ciotola (piena) sono la sua vera passione. Non dimentichiamo neppure che Lui, altezzoso padrone di casa, si sente a casa nel mondo ed è imperturbabile alle abbaiate altrui: si volta, guarda e procede per la propria strada. Detto (e risaputo) tutto questo, cara la mia Allegra, non bisogna sottovalutare il fattore età. Giacomino si adegua a tutto, pur di avere ciototla piena e divano a portata di zampa. Non che sia necessario farlo sentir anziano, ma neppure scapicollarsi per la strada come se si fosse in gara per il chilometro lanciato. Mica può correre come un matto, lui…. e neanche io. Se gli anni per Giaco sono passati infierendo e superando brillantemente tutte gli ostacoli incontrati, non è che io sia più una giovincella. Per cui, carissima e vitalissima Allegra, ti inviterei con tutta la gentilezza di cui sono capace, a moderare il tuo piroettare continuo,. E’ da anni che tento di spiegarti che non sei Margot Fontaine e che la strada non è il palcoscenico del Bolscioj e anche tu dovresti aver raggiunto quell’età per cui la moderazione, sebbene non spenga l’entusiasmo, prevale sull’ipercinesi. ERGO: smettila di strattonarmi per strada, di corrermi intorno aggrovigliandoti col guinzaglio alle mie gambe, ad impedire che Giacomino passeggi con tranquillità e comportati da saggia cagnolina adulta. Mi sono spiegata?

A&G molto meglio dello Xanax

16 Mar

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Ho sofferto di attacchi di panico e, di conseguenza, di crisi di ansia. Il panico è stato messo in un angolino ma l’ansia ogni tanto ritorna. Non rinnego il fatto di aver fatto ricorso ad ansiolitici per poter controllare certe mie alterazioni di respiro. Poi ho imparato a far ricorso ad i miei pets. Ognuno a modo proprio è un distillatore di tranquillità (per lo meno momentanea), capace di aiutarmi a riprendere il controllo della situazione. Giacomino mi guarda fisso senza lasciarsi distrarre da alcunchè e, alla mia risposta con lo sguardo, mi si avvicina e richiede (senza neppure troppa gentilezza) di venire accarezzato sulla fronte. E questo gesto ripetitivo mi trasmette calma, come se la mia mano sulla sua fronte dettasse il ritmo al mio respiro. Giaco non si muove dal mio fianco sino a che non si rende conto che mi sono ripresa. Giuro che non lo allontano né gli impongo la mia vicinanza: fa tutto lui, gestisce quei piccoli momenti con la competenza professionale di uno psicoterapeuta. Allegra no…lei percepisce ed agisce saltandomi addosso e istigandomi a respirare all’unisono con lei: solo quando si crea il tandem perfetto smette di dimenarsi tra le mie braccia. Come dire: esempio concreto di supporto quotidiano canino a specifiche difficoltà umane. Non è ipervalutazione del rapporto di una vecchia zitella con i propri cani che non trova altro conforto se non tra le zampe dei propri quadrupedi: è un dato di fatto che resterebbe tale anche se vecchia zitella io non fossi.

Il CuciCane

8 Feb

foto 76Quella del CuciCane è una tipologia di Dna insito in molti, se non nella maggior parte, dei nostri amici a 4 zampe. Si tratta di una razza che, nonostante la pigrizia indolente da nullafacente compulsivo, ad ogni movimento che avviene tra le pareti della cucina, vede nel Nostro una presenza costante. Nello specifico, mi riferisco a Giacomino. Il mio pacioccoso vecchietto ritrova tutta l’agilità dei tempi andati e tutta l’attenzione della gioventù ogni qual volta io mi arrabatto tra pentole e fornelli. O meglio: se varco la soglia della cucina, Giaco compare dal nulla alle mie spalle. Attento, autoritario e determinato a non uscirne a mandibola vuota. Non c’è bisogno di scodinzolii o mugugnìi di richiesta: lui c’è e vuole. Pietrificato sulla soglia, non mi lascia passare se prima non ottiene qualcosa. E quel qualcosa non è una coccola. Il CuciCane non è pedante, non è ossequioso, non è mendìco: è un cane da Cucina, l’assaggiatore del branco, il Cracco di Masterchef che non giudica impietoso ogni pietanza ma esige l’assaggio prima di tutto e di tutti. Ingurgita, valuta e passa al piatto successivo. O meglio: così gli piacerebbe fosse… non fosse che mica gli posso rifilare la qualunque!!! Però, a ben guardare, gli starebbe bene quel refrain che, rivisitato alla bisogna, reciterebbe così: ”Cane de panza, cane de sostanza…”

Giornate in 3 D

2 Feb

foto 216Dormienti. Deliranti. Dolenti. Ecco le 3 D che corrispondono, rispettivanmente a Giacomino il dormiente, Allegra la delirante ed io la dolente. Ovvero, storie di ordinaria quadrupicità. Mentre io arranco con la schiena spezzata in due, Giacomino non si schioda dal divano neppure a cannonate e Allegra zompetta in preda al delirio cinetico perchè vuole scorrazzare al di fuori delle mura domestiche. Ma, dico io, un poco di ordinaria tranquillità non è prevista in questa casa?

 

Piacere di conoscerti…

18 Gen

Orso GusTutti a disquisire sul ”come si deve fare” e ”come non si deve fare”, manco ci fosse un format comportamentale prestampato che non consenta alcuna variazione sul tema. Va bene che esistono moduli e modalità che vengono percepiti/recepiti dai nostri pets attraverso codici di razza, di crescita e di millemila altri standard. Ma un po’ di elasticità non farebbe male a nessuno, dico io! Orso, il primo cagnolotto (si fa per dire: trattavasi di pastore belga di alto lignaggio ma di umilissime pretese) che ha avuto il coraggio di convivere con me, non rispondeva ad alcun canone comportamentale voluto da sua ”razzità” di specie. Gus, invece, il border collie che mi ha insegnato ad essere meno ansiosa e più fiduciosa nei confronti dei quadrupedi, è stato così border che più border non si può. Che dire allora di Giacomino ed Allegra? Due superbastardissimi incrociati con chissà quali e quante razze precedenti che, ne possedessero le caratteristiche, sarebbero un mix indecifrabile. Giaco, per la verità, essendo stato per anni il cane di Gus, ha ancor oggi quella presunzione di superiorità che solo quei ridanciani di border riescono a far apprezzare come abilità allo stato puro. Ma Giaco è presuntuoso e basta: tutti gli annessi e connessi li ha persi per strada, semmai ne abbia imparato alcuno. Di Allegra non conosco il passato, se non quello con lei condiviso: con lei vale tutto ed il contrario di tutto. Per me è Allegra. Punto. Ecco: ad onor del vero, secondo me, conoscere le caratteristiche va bene, ma ancor meglio se, insieme, si impara a conoscere anche la personalità (si dice ”personalità” o dovrei dire ”caninità’?.. sa mai che la mia imprecisione faccia irretire i puristi del linguaggio cinofilo) del quadrupede con cui si vive. Come dire: ”Piacere di conoscerti….” e poi iniziare a conoscersi davvero.

Influenzati

17 Gen

E’ una sottigliezza, la differenza tra l’avere l’influenza, ed essere quindi influenzati, oppure subire l’influenza altrui ed essere di conseguenza influenzati. Il risultato è il medesimo. Io, bloccata da tutti i sintomi possibili immaginabili del reffreddamento, ed i miei cani bloccati a casa dai miei stessi sintomi, senza però avere alcun virus. E se mi fossi aspettata un ”va bene lo stesso” bofonchiato dal pigro Giacomino e da un attacco isterico da quella girandolona di Allegra, mi sarei sbagliata di grosso. E, infatti, non ho capito un fico secco. Allegra mi si è piazzata al fianco buona buona e non ha fatto una piega di fronte al fatto che non le è stata concessa la benchè minima corsetta abbaiante. Si è appropriata, di volta in volta, delle mie ginocchia, dei miei fianchi e della mia pancia accovacciandosi letteralmente su di me quasi non avesse mai avuto cuscino migliore. Giacomino, invece, non si è capacitato del fatto che, anche a cadenza disordinata, non si uscisse. Caparbio come un mulo, ogni tot mi si è piazzato davanti con gli occhi sgranati come a dire: ”e allora? Non si esce neppure oggi?”. Sono stupita. O meglio: Giaco ed Alle sono e continuano ad essere fonte del mio stupore.