Fosse che fosse la volta buona…

9 Giu

foto 271E’ una situazione cronicizzata, ormai. Salta di qua, salta di la, abbaia a destra e abbaia a sinistra. No, non è la descrizione di un momento qualsiasi, ma quello dell’inguinzagliamento in vista della passeggiata. Allegra perde la trebisonda solo alla vista del cordoncino rosa e Giacomino, tra un risveglio e l’altro, mi tampina manco fosse un segugio a caccia ogni qualvolta stabilisce (lui) si debba uscire. Il tutto ancor prima che io faccia una qualsiasi mossa veramente esplicita che abbia il sentore della passeggiata. Di fatto, poi, ci sono una borsa ed un paio di scarpe che non posso più indossare a mio piacere perchè G&A li riconoscono come loro dedicati…e non esiste proprio che io metta o l’una o le altre senza che esca con loro. E questa è la premessa. Quando poi si arriva al momento del ”mettiamo i guinzagli” scatta la gioia (che per loro è sempre, almento un paio di volte al giorno, una grande gioia) ed i riti conseguenti. Mentre ”bardo” Allegra, che abbaia e scalpita come una cavalletta, Giacomino mi alita sul collo ululando nelle mie orecchie. Un rito che si ripete anche se decido dei fuori programma: nulla da fare… il putiferio irriverente ma felice di uscire esplode anche quando inatteso. Le ho provate tutte, dicendomi ”vediamo se facendo così o cosà riesco a sedare gli animi festosi…. fosse questa la volta buona…”. Ma la volta buona non arriva mai. Non li inganno, io. Non si fanno ingannare, loro. E la volta buona dell’inguinzagliamento silenzioso non esiste.

Una coccola e via…

7 Giu

foto296Giacomino ha 15 anni (li compirà tra un mese, per la precisione), Allegra circa 5 (ed è con me da un quadriennio). Eppure, nonostante tutto e tutti, non riesco a scrollarmi di dosso quel senso di colpa incalzante che mi assale ogni volta che mi chiudo il cancello del giardino alle spalle e loro mi guardano come se dovessi partire per non tornare MAI più. Ci sono giorni che trascorriamo insieme tutto il tempo e, benchè mi trotterellino intorno, la loro presenza è sempre discreta (a meno che non mi avvicini per un qualunque motivo alla cucina). E poi ci sono giorni in cui vado, torno, riesco e rientro ancora. Non basta una coccola consolatoria tra un’entrata ed un’uscita per far tacece quel ”ma guarda un po’ che razza di ‘mamma’ che abbiamo: ci lascia SEMPRE soli”. Eh no ragazzi….mica ‘sempre’….smettetela di guardarmi come fossi un’incoscente possessrice di quadrupedi. Vado, ma TORNO.

C’è sempre una prima volta

29 Mag

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Il pelo così riccio che più riccio non si può e insofferenza a pettine, spazzola e affini. Ecco. Sono anni che lotto per dare ad Allegra la parvenza di una cagnolina pettinata e composta ma, vista l’impossibilità di lustrarla a dovere per un tempo superiore ai 10 secondi, ho ceduto le armi. Non ne potevo più di sforbiciate random laddove, accarezzandola, mi si incastravano le dita tra i nodi. E’ arrivato il momento di affidarla ad una professionista della toelettatura. Fisso l’appuntamento e, per una settimana, durante le passeggiate, passo di fronte alla vetrina della toelettatrice in modo che, al momento dell’appuntamento, una qualche pipì lasciasse il segno che quello non fosse un luogo così estraneo. Insomma, mi sono garantita almeno l’ingresso…. alla tranquillità di Allegra durante il restyling ci penserà chi di dovere… Devo ammetterlo: mi sono fatta millemila paranoie sul fatto che alla bionda venisse un attacco di nevrastenia inpercinetica e millemila volte mi sono detta che forse avrei potuto continuare a lasciarla tutta arruffata. Invece, al solito, la mia cagnolotta mi ha stupita con effetti speciali. Si è fatta lavare, asciugare, spazzolare, stagliuzzare il pelo e le unghie senza fare un plissè. Anzi. Ha collaborato con muso godurioso manco fossero coccole speciali. Lo sono state, per lei. Morale della favola: c’è sempre una prima volta…e poi un’altra prima volta….e poi un’altra prima volta…. Allegra mi ha regalato un grande insegnamento: mai dare nulla per scontato.

Cambiamenti

27 Apr

foto 24Pare ieri, l’arrivo di Allegra. Ancora senza nome, senza casa, senza riferimenti e senza sapere di essere capitata tra le grinfie di un’incompetente (io) che si sentiva pure incapace di gestire una cagnolina che aggrediva per esprimere il proprio bisogno di affetto. Tutta la tiritera sull’ambientamento prima e l’affiatamento famigliare dopo è stata argomento di tanti miei post. Ma quel che oggi mi salta agli occhi è il profondo cambiamento di rapporto e di interazione che si è creato spontaneamente tra Alle e la sottoscritta. Anni a non toccarla (per carità!!!!!) per non far scatenare le ire di Giaco, le contro-ier di Alle e le corse dal veterinario per mettere ”una toppa” ai morsi furibondi tra l’uno e l’altra e tra l’altra e me stessa (sì…già che c’era il veterinario dava un’occhiata pure a me… morso più morso meno….). 4 anni per arrivare ad oggi: Allegra che rallenta quando Giacomino è affaticato, che si siede al tavolino del bar buona buona e riesce a ”fare salotto” senza far sì che le si rovesci tutto il bar addosso, che viene a cercarmi in giro per casa per avere una semplice carezza, che mi si spiaccica vicino ovunque io sia ed inizia a respirare al ritmo del mio respiro. E’ diventata la MIA cagnolina: tanto diversa da me (dicono che gli animali assomiglino ai padroni) eppure così in sintonia da lasciarmi stupefatta. Sono stati cambiamenti lenti, avvenuti con non poco sforzo da parte di tutti (Giacomino soprattutto) che oggi non riesco a dare per scontati ma che mi riempiono di orgoglio.

Cara Allegra, ti (e mi) spiego….

8 Apr

foto 235Cara Allegra, sappiamo entrambe che Giacomino è la pigritudine fatta canina. Sappiamo anche che divano e ciotola (piena) sono la sua vera passione. Non dimentichiamo neppure che Lui, altezzoso padrone di casa, si sente a casa nel mondo ed è imperturbabile alle abbaiate altrui: si volta, guarda e procede per la propria strada. Detto (e risaputo) tutto questo, cara la mia Allegra, non bisogna sottovalutare il fattore età. Giacomino si adegua a tutto, pur di avere ciototla piena e divano a portata di zampa. Non che sia necessario farlo sentir anziano, ma neppure scapicollarsi per la strada come se si fosse in gara per il chilometro lanciato. Mica può correre come un matto, lui…. e neanche io. Se gli anni per Giaco sono passati infierendo e superando brillantemente tutte gli ostacoli incontrati, non è che io sia più una giovincella. Per cui, carissima e vitalissima Allegra, ti inviterei con tutta la gentilezza di cui sono capace, a moderare il tuo piroettare continuo,. E’ da anni che tento di spiegarti che non sei Margot Fontaine e che la strada non è il palcoscenico del Bolscioj e anche tu dovresti aver raggiunto quell’età per cui la moderazione, sebbene non spenga l’entusiasmo, prevale sull’ipercinesi. ERGO: smettila di strattonarmi per strada, di corrermi intorno aggrovigliandoti col guinzaglio alle mie gambe, ad impedire che Giacomino passeggi con tranquillità e comportati da saggia cagnolina adulta. Mi sono spiegata?

A&G molto meglio dello Xanax

16 Mar

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Ho sofferto di attacchi di panico e, di conseguenza, di crisi di ansia. Il panico è stato messo in un angolino ma l’ansia ogni tanto ritorna. Non rinnego il fatto di aver fatto ricorso ad ansiolitici per poter controllare certe mie alterazioni di respiro. Poi ho imparato a far ricorso ad i miei pets. Ognuno a modo proprio è un distillatore di tranquillità (per lo meno momentanea), capace di aiutarmi a riprendere il controllo della situazione. Giacomino mi guarda fisso senza lasciarsi distrarre da alcunchè e, alla mia risposta con lo sguardo, mi si avvicina e richiede (senza neppure troppa gentilezza) di venire accarezzato sulla fronte. E questo gesto ripetitivo mi trasmette calma, come se la mia mano sulla sua fronte dettasse il ritmo al mio respiro. Giaco non si muove dal mio fianco sino a che non si rende conto che mi sono ripresa. Giuro che non lo allontano né gli impongo la mia vicinanza: fa tutto lui, gestisce quei piccoli momenti con la competenza professionale di uno psicoterapeuta. Allegra no…lei percepisce ed agisce saltandomi addosso e istigandomi a respirare all’unisono con lei: solo quando si crea il tandem perfetto smette di dimenarsi tra le mie braccia. Come dire: esempio concreto di supporto quotidiano canino a specifiche difficoltà umane. Non è ipervalutazione del rapporto di una vecchia zitella con i propri cani che non trova altro conforto se non tra le zampe dei propri quadrupedi: è un dato di fatto che resterebbe tale anche se vecchia zitella io non fossi.

Il CuciCane

8 Feb

foto 76Quella del CuciCane è una tipologia di Dna insito in molti, se non nella maggior parte, dei nostri amici a 4 zampe. Si tratta di una razza che, nonostante la pigrizia indolente da nullafacente compulsivo, ad ogni movimento che avviene tra le pareti della cucina, vede nel Nostro una presenza costante. Nello specifico, mi riferisco a Giacomino. Il mio pacioccoso vecchietto ritrova tutta l’agilità dei tempi andati e tutta l’attenzione della gioventù ogni qual volta io mi arrabatto tra pentole e fornelli. O meglio: se varco la soglia della cucina, Giaco compare dal nulla alle mie spalle. Attento, autoritario e determinato a non uscirne a mandibola vuota. Non c’è bisogno di scodinzolii o mugugnìi di richiesta: lui c’è e vuole. Pietrificato sulla soglia, non mi lascia passare se prima non ottiene qualcosa. E quel qualcosa non è una coccola. Il CuciCane non è pedante, non è ossequioso, non è mendìco: è un cane da Cucina, l’assaggiatore del branco, il Cracco di Masterchef che non giudica impietoso ogni pietanza ma esige l’assaggio prima di tutto e di tutti. Ingurgita, valuta e passa al piatto successivo. O meglio: così gli piacerebbe fosse… non fosse che mica gli posso rifilare la qualunque!!! Però, a ben guardare, gli starebbe bene quel refrain che, rivisitato alla bisogna, reciterebbe così: ”Cane de panza, cane de sostanza…”