A&G molto meglio dello Xanax

16 Mar

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Ho sofferto di attacchi di panico e, di conseguenza, di crisi di ansia. Il panico è stato messo in un angolino ma l’ansia ogni tanto ritorna. Non rinnego il fatto di aver fatto ricorso ad ansiolitici per poter controllare certe mie alterazioni di respiro. Poi ho imparato a far ricorso ad i miei pets. Ognuno a modo proprio è un distillatore di tranquillità (per lo meno momentanea), capace di aiutarmi a riprendere il controllo della situazione. Giacomino mi guarda fisso senza lasciarsi distrarre da alcunchè e, alla mia risposta con lo sguardo, mi si avvicina e richiede (senza neppure troppa gentilezza) di venire accarezzato sulla fronte. E questo gesto ripetitivo mi trasmette calma, come se la mia mano sulla sua fronte dettasse il ritmo al mio respiro. Giaco non si muove dal mio fianco sino a che non si rende conto che mi sono ripresa. Giuro che non lo allontano né gli impongo la mia vicinanza: fa tutto lui, gestisce quei piccoli momenti con la competenza professionale di uno psicoterapeuta. Allegra no…lei percepisce ed agisce saltandomi addosso e istigandomi a respirare all’unisono con lei: solo quando si crea il tandem perfetto smette di dimenarsi tra le mie braccia. Come dire: esempio concreto di supporto quotidiano canino a specifiche difficoltà umane. Non è ipervalutazione del rapporto di una vecchia zitella con i propri cani che non trova altro conforto se non tra le zampe dei propri quadrupedi: è un dato di fatto che resterebbe tale anche se vecchia zitella io non fossi.

Il CuciCane

8 Feb

foto 76Quella del CuciCane è una tipologia di Dna insito in molti, se non nella maggior parte, dei nostri amici a 4 zampe. Si tratta di una razza che, nonostante la pigrizia indolente da nullafacente compulsivo, ad ogni movimento che avviene tra le pareti della cucina, vede nel Nostro una presenza costante. Nello specifico, mi riferisco a Giacomino. Il mio pacioccoso vecchietto ritrova tutta l’agilità dei tempi andati e tutta l’attenzione della gioventù ogni qual volta io mi arrabatto tra pentole e fornelli. O meglio: se varco la soglia della cucina, Giaco compare dal nulla alle mie spalle. Attento, autoritario e determinato a non uscirne a mandibola vuota. Non c’è bisogno di scodinzolii o mugugnìi di richiesta: lui c’è e vuole. Pietrificato sulla soglia, non mi lascia passare se prima non ottiene qualcosa. E quel qualcosa non è una coccola. Il CuciCane non è pedante, non è ossequioso, non è mendìco: è un cane da Cucina, l’assaggiatore del branco, il Cracco di Masterchef che non giudica impietoso ogni pietanza ma esige l’assaggio prima di tutto e di tutti. Ingurgita, valuta e passa al piatto successivo. O meglio: così gli piacerebbe fosse… non fosse che mica gli posso rifilare la qualunque!!! Però, a ben guardare, gli starebbe bene quel refrain che, rivisitato alla bisogna, reciterebbe così: ”Cane de panza, cane de sostanza…”

Giornate in 3 D

2 Feb

foto 216Dormienti. Deliranti. Dolenti. Ecco le 3 D che corrispondono, rispettivanmente a Giacomino il dormiente, Allegra la delirante ed io la dolente. Ovvero, storie di ordinaria quadrupicità. Mentre io arranco con la schiena spezzata in due, Giacomino non si schioda dal divano neppure a cannonate e Allegra zompetta in preda al delirio cinetico perchè vuole scorrazzare al di fuori delle mura domestiche. Ma, dico io, un poco di ordinaria tranquillità non è prevista in questa casa?

 

Piacere di conoscerti…

18 Gen

Orso GusTutti a disquisire sul ”come si deve fare” e ”come non si deve fare”, manco ci fosse un format comportamentale prestampato che non consenta alcuna variazione sul tema. Va bene che esistono moduli e modalità che vengono percepiti/recepiti dai nostri pets attraverso codici di razza, di crescita e di millemila altri standard. Ma un po’ di elasticità non farebbe male a nessuno, dico io! Orso, il primo cagnolotto (si fa per dire: trattavasi di pastore belga di alto lignaggio ma di umilissime pretese) che ha avuto il coraggio di convivere con me, non rispondeva ad alcun canone comportamentale voluto da sua ”razzità” di specie. Gus, invece, il border collie che mi ha insegnato ad essere meno ansiosa e più fiduciosa nei confronti dei quadrupedi, è stato così border che più border non si può. Che dire allora di Giacomino ed Allegra? Due superbastardissimi incrociati con chissà quali e quante razze precedenti che, ne possedessero le caratteristiche, sarebbero un mix indecifrabile. Giaco, per la verità, essendo stato per anni il cane di Gus, ha ancor oggi quella presunzione di superiorità che solo quei ridanciani di border riescono a far apprezzare come abilità allo stato puro. Ma Giaco è presuntuoso e basta: tutti gli annessi e connessi li ha persi per strada, semmai ne abbia imparato alcuno. Di Allegra non conosco il passato, se non quello con lei condiviso: con lei vale tutto ed il contrario di tutto. Per me è Allegra. Punto. Ecco: ad onor del vero, secondo me, conoscere le caratteristiche va bene, ma ancor meglio se, insieme, si impara a conoscere anche la personalità (si dice ”personalità” o dovrei dire ”caninità’?.. sa mai che la mia imprecisione faccia irretire i puristi del linguaggio cinofilo) del quadrupede con cui si vive. Come dire: ”Piacere di conoscerti….” e poi iniziare a conoscersi davvero.

Influenzati

17 Gen

E’ una sottigliezza, la differenza tra l’avere l’influenza, ed essere quindi influenzati, oppure subire l’influenza altrui ed essere di conseguenza influenzati. Il risultato è il medesimo. Io, bloccata da tutti i sintomi possibili immaginabili del reffreddamento, ed i miei cani bloccati a casa dai miei stessi sintomi, senza però avere alcun virus. E se mi fossi aspettata un ”va bene lo stesso” bofonchiato dal pigro Giacomino e da un attacco isterico da quella girandolona di Allegra, mi sarei sbagliata di grosso. E, infatti, non ho capito un fico secco. Allegra mi si è piazzata al fianco buona buona e non ha fatto una piega di fronte al fatto che non le è stata concessa la benchè minima corsetta abbaiante. Si è appropriata, di volta in volta, delle mie ginocchia, dei miei fianchi e della mia pancia accovacciandosi letteralmente su di me quasi non avesse mai avuto cuscino migliore. Giacomino, invece, non si è capacitato del fatto che, anche a cadenza disordinata, non si uscisse. Caparbio come un mulo, ogni tot mi si è piazzato davanti con gli occhi sgranati come a dire: ”e allora? Non si esce neppure oggi?”. Sono stupita. O meglio: Giaco ed Alle sono e continuano ad essere fonte del mio stupore.

Ricapitolando….

16 Gen

Mese: agosto. Anno: 2012. Tanto è passato dal varo di Unmondocane. Oltre 4 anni di convivenza a 10 zampe dapprima scritta in modo compulsivo, quotidiano e liberatorio di uno stato d’ansia (il mio) che ha coinciso con l’ingresso in casa di Allegra (che, all’epoca, in quanto ad ansia non scherzava affatto). Poi, i miei scritti si sono rarefatti a seconda delle occasioni, la compulsione si è trasformata in descrizione, la necessità di scrivere è diventata divertimento lessicale senza tante acrobazie sintattiche. E ora? Dallo stravolgimento all’assestamento il passo è stato tutt’altro che breve. Anche i miei post rischiano di tediare più me che scrivo che quei pochi, ma sempre molti, che leggono. Ma, torniamo alla domanda: e ora? Ci ho pensato e ripensato… che faccio? Continuo a scrivere dei miei due compagni di merende o stacco la spina al blog? Ecco il perchè del silenzio: potrei anche scrivere del nulla, se volessi. Ma deve essere un nulla motivato. E ho trovato il motivo: lo stupore. Una meraviglia (sempre la mia) di fronte a piccole grandi reazioni di Giacomino ed Allegra, capace di farmi sorridere, rialzare, arrabbiare. Anedotti di un’ordinaria quotidianità che chissà quanti hanno condiviso con i propri pets: sono questi anedotti, il motivo che cercavo. Lo so: nulla di nuovo sotto il sole. Non c’è notizia e la sostanza è risaputa. Ma spesso non viene colta, la si considera scontata e, come sempre di fronte a ciò che si ritiene di conoscere bene, non la si vede. Voglio sottolineare quei momenti, voglio dare alle cose ed ai gesti scontati l’autorevolezza che meritano, voglio riacutizzare la profondità del rapporto tra cane e padrone attraverso i piccoli gesti che parrebbero superficiali. Insomma: voglio continuare a scriverne. Voglio e posto, per parafrasare Fedez e J-Ax. Senza condizionale né negazione.

Sarebbe a dire?

2 Gen

Ovvero: che cosa vorrebbbero dire tutti coloro che esaltano la compagnia dei cuccioli per poi lasciarli abbandonati a se stessi in un giardino/cortile/terrazzo/quel che volete??? Offrire uno spazio dove ”piazzare” un pet non significa ”adottare-convivere-amare” i nostri amici a 4 zampe. I cani, soprattutto, sono esseri sociali: non hanno bisogno di un’area per sgambettare (e per fare i bisogni…ma non in casa per carità!!!!), ma hanno il diritto – esigenza di convivere con i loro bipedi famigliari. E dico questo perchè mi capita sempre più spesso, passeggiando con i miei prodi Giacomino ed Allegra, di vedere microscopici giardini ospitanti cagnolotti dagli occhi tristi. Sì, avete letto bene: si comprende perfettamente anche solo dallo sguardo se i cani vivono in famiglia o restano alienati in uno spazio esterno. NON prendetevelo un cane se poi temete la presenza del pelo, la coccola improvvisa, la chiacchera abbaiante e via discorrendo. NON gliene frega nulla ai cani di restarsene soli soletti (magari in due…così hanno compagnia) senza stabilire alcun rapporto con i bipedi di riferimento. NON lamentatevi, se non ve ne occupate e non li educate, dell’abbaiar furibondo, del gesto che parrebbe aggressivo, dei dispetti che sembrano gratuiti. I cani NON sono ”cattivi”. Nulla è gratuito: bisogna costruirlo, un rapporto. Sennò… date una carezzina (se non temete di sporcarvi le mani) ai cani altrui e andatevene per la vostra strada.