Il cane del mio cane…

25 Lug

gus 1Per la serie: settimana del quindicesimo compleanno di Giacomino. All’arrivo di Giacomino (correva l’anno 2002), in casa spadroneggiava Gus, un giocoso border collie che, ad un certo punto della sua esistenza, è stato affiancato dallo Yorkshire che non è uno Yorkshire. Per quanto socievole, Gus era la possessività fatta quadrupede e, benchè abbia ammesso Giaco nel clan famigliare, non era concesso a nessuno, se non a lui, rivolgerglisi direttamente. Gus si era arrogato il diritto/dovere della gestione – educazione giacominiana tanto da far sì che, in men che non si dica, in famiglia avevamo UN cane (Gus) che a sua volta aveva un cane (Giacomino). Giaco cucciolo ben si è adattato a dormire tra le zampe di Gus, a fare salti e scorribande manco fosse un border (e rendendosi anche un po’ ridicolo perchè madre natura ben poco gli ha regalato dell’agilità di quella razza), a mettersi in coda ed aspettare il via libera per fare qualunque cosa (fosse anche avventarsi su una ciotola piena). E poi è arrivato il momento di crescere: Gus ha chiuso gli occhi per sempre e Giaco ha assunto il ruolo di numero uno. Se l’è cavata benone sino al secondo lutto della sua vita: mio marito ha deciso di diventare ex non solo per me ma anche per Giacomissimo. Ha fatto i bagagli e buonanotte ai suonatori…. Ed io e Giaco ci siamo arrangiati. Con l’animo zoppicante e le lacrime in tasca, all’inizio, e poi sempre più forti e, soprattutto più consci del fatto che le nostre 6 zampe (4 sue e 2 mie) potevano essere più che sufficienti a livello affettivo. E così è stato…sino all’arrivo di Allegra. Ma questa è un’altra storia, e dunque un altro post.

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Non è uno Yorkshire, ma….

24 Lug

foto 290Nella mia personalissima settimana Giacominiana (ovvero la settimana – non ricordo la data precisa ma so che era intorno al giorno del mio onomastico – del compleanno di Giacomino) ho deciso di ripercorrere in post degli stralci di questi 15 anni insieme. E parto dall’inizio: Giacomino non è uno Yorkshire. Non sono impazzita, ma le cose sono andate così: quando mi è stato messo tra le mani (era talmente piccolino che dire ”in braccio” è troppo), Giacomino è stato definito dal sig. Gianni (”papà” della mamma di Giaco) uno Yorkshire. Sì…un po’ imbastardito, ma pur sempre con quel dna. Io: ”Ma Gianni…l’hai visto bene? Non ha nulla che possa far pensare ad uno Yorkshire…. a me non importa la razza… va bene fosse pure una pantegana … per me questo è un cucciolo meraviglioso”. Gianni: ”ma cosa ne sai tu di cani? Ne ho avuti tanti, io…. fidati…e poi Lilla (mamma di Giacomino) è di quella razza lì…” Peccato il babbo fosse un segugio, ma questo, per Gianni, era un dettaglio ininfluente. Come dire: mater certa, pater numquam. E, sulla falsariga di questa perla di saggezza latina, per Gianni, Giacomino è uno Yorkshire. Invece no. Giacomino è Giacomino: unico, personalissimo, inimitabile, determinato, sensibile ed esclusivo. Ma non è uno Yorkshire.

Baubaubaustrabau

11 Lug

foto 198Mi domando: è mai possibile che Allegra inizi a strabauare (=abbaiare come una forsennata) ad un metro esatto di distanza dal cancello dietro cui risiede un quadrupede a lei antipatico? Che poi, le sia veramente antipatico non è dato sapersi visto che quel particolare cane non l’abbiamo mai incrociato ”vis à vis”… Sono molti gli incroci ”pericolosi”, ovvero i giardini che ospitano cagnolottti cui Allegra si rivolge con fare prepotente, ma Jack lo Schiantatore le è proprio simpatico come uno stuolo di zanzare urticanti. Il nome del cane in questione non è proprio quello che io gli ho affibiato, ma, visto che si tratta di un Jack Russell e che si schianta contro il cancellino di ingresso senza dar segno di alcun dolore all’urto ogniqualvolta si passi lì davanti, l’associazione mi è venuta spontanea. Ma torniamo a noi, o meglio, all’Allegro stabauare… Il processo funziona così: ad un metro esatto (e non che che io me ne vada in giro misurando le distanze ma c’è un preciso punto di riferimento che non viene mai disatteso) dal cancellino di Jack, Allegra inchioda, prende fiato, tira il guinzaglio come se partisse per il chilometro lanciato e inizia ad abbaiare furiosamente scatenando l’ira funesta dello Schiantatore che si scaglia incurante del dolore contro il cancellino di ferro battuto replicando all’abbaio della mia quadrupede con una foga furibonda. Vogliamo parlare del fatto che, nel caso io fossi distratta nel punto preciso in questione, la finirei gambe all’aria in mezzo alla strada con Giacomino che proseguirebbe imperturbabile come nulla fosse? Sì, perchè in tutto questo ”tira e urla”, Giacomino è imperturbabile come un Lord inglese di fronte al più raccappricciante degli spettacoli ed esige continuare la sua passeggiata (al suo passo indolente) come se nulla fosse. Ora, voi mi chiederete: perchè cavolo continui a passare da lì? Semplice: perchè è il percorso più breve quando ho poco tempo per uno degli sgambettìi quotidiani, perchè in estate non ho alternative a quel marciapiede fresco ed ombroso se non un tratto di strada infuocato anche in piena notte (ci batte SEMPRE, e dico sempre, il sole) e infine perchè a Giaco piace passare di lì (ed io tendo a viziarlo quando il vizio non è stravizio). Dunque, in attesa di temperature meno bollenti che mi consentano percorsi diversi, mi dovrò rassegnare allo strabau, al mio braccio dolente (anche se dal bicipite gonfio dalla presa stretta) e alla solita litania di Jack lo schiantatore che non cede alla bellezza moinosa della mia Allegra.

Bloggheggiandomene

10 Lug

foto 129Bloggheggiando, ovvero gerundio presente del verbo (inventato da me) ”bloggheggiare”. Che proprio non è un sinonimo di ”bloggare”, ma più una sorta di bloggare cazzeggiando. Ecco, spiegato il titolo: non che proprio proprio me ne freghi del blog, ma ultimamente non c’è stato nulla di rilevante che mi attraesse alla tastiera del pc per scrivere dei miei sgherri. Oggi: niente di nuovo sotto il sole (bollente) e quindi me ne bloggheggio, ma lo faccio scrivendo anziché facendo finta di nulla. E scrivo per non disincentivare alla lettura quei pochi che hanno l’ardire di aprire il blog e dare un’occhiata a quelle poche righe che riesco a mettere insieme nonostante il nulla che pervade i miei pensieri. Però una cosuccia da dire l’avrei: nonostante il caldo (d’altra parte, è piena estate mica ci si può lamentare…), Giacomino ed Allegra reggono il colpo (di calore) molto più energicamente della sottoscritta. Mi spiego: loro (i miei due tiranni) sono sempre pronti a fare qualunque cosa – uscire, giocare, saltellare, mangiare…insomma interagire col mondo – mentre io arranco cercando di attingere ad una forza che non ho per spostare anche solo le lenzuola dal letto ed alzarmi la mattina. Va bene che ho ‘na certa, ma Giaco mi batte in quanto a vecchiezza…. eppure lui piroetta nell’aere come Nurejev paragnato alla sottoscritta che si trascina sotto il solleone come un bradipo mai risvegliato dal proprio torpore. Per non parlare di Allegra: lei è sempre nel pieno della propria vitalità nonostante i 50 gradi all’ombra e le foglie dei rami immobili manco fossero cristallizzate dal sole (impossibile, appunto). E’ tutto qui…. che poi non è nulla…ma, al solito: va bene così.

Fosse che fosse la volta buona…

9 Giu

foto 271E’ una situazione cronicizzata, ormai. Salta di qua, salta di la, abbaia a destra e abbaia a sinistra. No, non è la descrizione di un momento qualsiasi, ma quello dell’inguinzagliamento in vista della passeggiata. Allegra perde la trebisonda solo alla vista del cordoncino rosa e Giacomino, tra un risveglio e l’altro, mi tampina manco fosse un segugio a caccia ogni qualvolta stabilisce (lui) si debba uscire. Il tutto ancor prima che io faccia una qualsiasi mossa veramente esplicita che abbia il sentore della passeggiata. Di fatto, poi, ci sono una borsa ed un paio di scarpe che non posso più indossare a mio piacere perchè G&A li riconoscono come loro dedicati…e non esiste proprio che io metta o l’una o le altre senza che esca con loro. E questa è la premessa. Quando poi si arriva al momento del ”mettiamo i guinzagli” scatta la gioia (che per loro è sempre, almento un paio di volte al giorno, una grande gioia) ed i riti conseguenti. Mentre ”bardo” Allegra, che abbaia e scalpita come una cavalletta, Giacomino mi alita sul collo ululando nelle mie orecchie. Un rito che si ripete anche se decido dei fuori programma: nulla da fare… il putiferio irriverente ma felice di uscire esplode anche quando inatteso. Le ho provate tutte, dicendomi ”vediamo se facendo così o cosà riesco a sedare gli animi festosi…. fosse questa la volta buona…”. Ma la volta buona non arriva mai. Non li inganno, io. Non si fanno ingannare, loro. E la volta buona dell’inguinzagliamento silenzioso non esiste.

Una coccola e via…

7 Giu

foto296Giacomino ha 15 anni (li compirà tra un mese, per la precisione), Allegra circa 5 (ed è con me da un quadriennio). Eppure, nonostante tutto e tutti, non riesco a scrollarmi di dosso quel senso di colpa incalzante che mi assale ogni volta che mi chiudo il cancello del giardino alle spalle e loro mi guardano come se dovessi partire per non tornare MAI più. Ci sono giorni che trascorriamo insieme tutto il tempo e, benchè mi trotterellino intorno, la loro presenza è sempre discreta (a meno che non mi avvicini per un qualunque motivo alla cucina). E poi ci sono giorni in cui vado, torno, riesco e rientro ancora. Non basta una coccola consolatoria tra un’entrata ed un’uscita per far tacece quel ”ma guarda un po’ che razza di ‘mamma’ che abbiamo: ci lascia SEMPRE soli”. Eh no ragazzi….mica ‘sempre’….smettetela di guardarmi come fossi un’incoscente possessrice di quadrupedi. Vado, ma TORNO.

C’è sempre una prima volta

29 Mag

foto 235
Il pelo così riccio che più riccio non si può e insofferenza a pettine, spazzola e affini. Ecco. Sono anni che lotto per dare ad Allegra la parvenza di una cagnolina pettinata e composta ma, vista l’impossibilità di lustrarla a dovere per un tempo superiore ai 10 secondi, ho ceduto le armi. Non ne potevo più di sforbiciate random laddove, accarezzandola, mi si incastravano le dita tra i nodi. E’ arrivato il momento di affidarla ad una professionista della toelettatura. Fisso l’appuntamento e, per una settimana, durante le passeggiate, passo di fronte alla vetrina della toelettatrice in modo che, al momento dell’appuntamento, una qualche pipì lasciasse il segno che quello non fosse un luogo così estraneo. Insomma, mi sono garantita almeno l’ingresso…. alla tranquillità di Allegra durante il restyling ci penserà chi di dovere… Devo ammetterlo: mi sono fatta millemila paranoie sul fatto che alla bionda venisse un attacco di nevrastenia inpercinetica e millemila volte mi sono detta che forse avrei potuto continuare a lasciarla tutta arruffata. Invece, al solito, la mia cagnolotta mi ha stupita con effetti speciali. Si è fatta lavare, asciugare, spazzolare, stagliuzzare il pelo e le unghie senza fare un plissè. Anzi. Ha collaborato con muso godurioso manco fossero coccole speciali. Lo sono state, per lei. Morale della favola: c’è sempre una prima volta…e poi un’altra prima volta….e poi un’altra prima volta…. Allegra mi ha regalato un grande insegnamento: mai dare nulla per scontato.